I PRODUTTORI DI MERCATOBRADO NON SONO CERTIFICATI BIOLOGICI. SONO AUTOCERTIFICATI GENUINI.


lunedì 23 febbraio 2015

manifesti vincenti

grazie a tutte e tutti coloro che han partecipato alla call sia inviando le loro proposte che cenando con noi.
grazie al Comitato No Inceneritori Terni e al Centro di Palmetta.
primo posto: Maria
secondo posto: Federica
terzo posto: Serena
quarto posto parimerito:Alice, Matteo e Tommaso
                                       Corrado


lunedì 19 gennaio 2015

TERNI

Terni, la città dell'acciaio. La città degli operai e della vertenza
che è sotto i riflettori da settimane. La città con alle spalle quasi
due secoli di industria da decenni in declino che ne mette a rischio la
sopravvivenza.

Poi l'altra Terni, quella dei mancati controlli sulle emissioni delle
troppe ciminiere. Quella delle diossine e dei pcb sugli alimenti, negli
orti limitrofi alla città come nelle campagne. La città delle uova
avvelenate e del latte contaminato. La città delle discariche
industriali incontrollate e delle acque al cromo esavalente. La città
dal triste primato di tre inceneritori accesi contemporaneamente nel
raggio di poche centinaia di metri e del continuo proliferare di piccole
centrali a biomasse.

Sono le due facce della stessa medaglia a metà tra il Nera e il Velino,
nell'ex polmone verde d'Italia, al caldo delle montagne che le fanno da
corona, nella Conca.

Il ricatto è sempre lo stesso, da Taranto a Terni: morire di fame o di
lavoro. ED ECCO CHE DIRITTO ALLA SALUTE E DIRITTO AL LAVORO DIVENTANO
DUE VERTENZE NON SOLO SEPARATE MA ADDIRITTURA CONTRAPPOSTE.

Ma per avere un lavoro nella tua città devi prima sopravvivere alla tua
città, e oggi a Terni come altrove questo non è affatto scontato.

E così, proprio mentre il settore industriale viene drasticamente meno
trascinandosi dietro commercio e artigianato, questa città si trova a
perdere anche la propria capacità di autoprodursi quel cibo necessario
a sfamarne gli abitanti.

Non è purtroppo una nostra visione catastrofica o post apocalittica, è
quello che riusciamo a leggere nel silenzio istituzionale seguito alle
analisi avvenute dal 2011 alla primavera 2014 su uova, latte ed ortaggi,
in un raggio di 15 km dal centro di Terni.

Le analisi a campione le commissiona Asl, ma alla lettura dei risultati
non ne da comunicazione né ai diretti interessati né alla cittadinanza
tutta. Ne riporta probabilmente i dati al Comune, ma insieme decidono di
non far uscire niente.

Nel settembre 2014, un articolo firmato da associazioni ambientaliste e
comitati di cittadini pubblica questi dati. Che c'è scritto?
CHE LA CONTAMINAZIONE DA DIOSSINE, PCB E SIMILDIOSSINE, NONCHÉ DA
METALLI PESANTI, È MASSICCIA, IN ALCUNI CASI OLTRE I LIMITI, MOLTO
SPESSO PROSSIMA A QUESTI.

Le informazioni in merito le demandiamo alla stampa, agli articoli
dedicati o alle stesse associazioni ambientaliste di cui sopra.

Noi come associazione MercatoBrado, aderenti alla rete nazionale Genuino
Clandestino, rivendichiamo da tempo il diritto dei territori
all'autonomia alimentare, diritto che nel ternano vediamo ora
evidentemente negato.
CI SONO CONTADINE E CONTADINI, ALLEVATRICI ED ALLEVATORI, APICOLTORI E
TRASFORMATRICI, CHE HANNO SCELTO LA TERRA COME ALTERNATIVA AL LAVORO
SALARIATO, come alternativa al sistema economico predominante. Altre e
altri che ci si sono trovati perchè cresciuti nelle campagne, figli di
contadine e contadini. Vite dedicate al lavoro sulla terra e alla sua
conservazione e salvaguardia.

Ma Terni è anche la città dei metalmezzadri, coloro che trascorse le 8
ore in fabbrica tornano a dedicarsi all'orto dietro casa o all'oliveto
di famiglia, a quattro galline o due pecore; TERNI SI È FATTA COMUNITÀ
ATTORNO ALLE SUE ORIGINI RURALI, cui ognuno di noi ha ancora legami
affettivi forti.

QUESTO È CIÒ CHE NOI OGGI CHIAMIAMO SOVRANITÀ ALIMENTARE, la
possibilità di fare agricoltura di sussistenza, di accedere alle terre
da coltivare e vivere, di creare un microreddito con la vendita delle
eccedenze, rispettando il nostro lavoro, la terra che ci ospita e gli
animali che alleviamo.

É quindi legittimo e doveroso chiederci: Che ci mangiamo? Come stiamo
nutrendo noi, i nostri figli e i nostri animali? Che respiriamo? Come
sta la nostra terra?

Da alcuni anni MercatoBrado mette in relazione le campagne e la città,
portando tra i palazzi i prodotti e le pratiche delle campagne,
riportando nelle campagne le cassette svuotate dai prodotti ma piene di
relazioni ritrovate e discussioni tematiche affini come, appunto, il
lavoro.

Oggi siamo in questo limitati, non possiamo portare tutti i nostri
prodotti nelle piazze perchè ALCUNE E ALCUNI DI NOI, VITTIME DELLO
STATO DISASTROSO IN CUI VERSA IL TERRITORIO, NON SANNO SE POSSONO
MANGIARE QUELLO CHE PRODUCONO, allevano o trasformano, e in un'ottica di
trasparenza tra produttore e consumatore, unica forma di garanzia
concreta, si trovano costretti a sospendere le relazioni instaurate.
NON COMUNICARE I RISULTATI DELLE ANALISI PER NON GENERARE ALLARMISMI NON
RIDUCE CERTO IL REALE LIVELLO DI ALLARME.

Siamo pronti a iniziare una campagna di (reale) informazione sulla
devastazione del territorio ternano e sul silenzio complice delle
istituzioni, che ancora non hanno preso una posizione su come
comportarsi con quei prodotti che sono o potrebbero essere contaminati
da questi inquinanti.
CHIEDIAMO, DUNQUE, CHIAREZZA E TRASPARENZA DA PARTE DI ASL E COMUNE IN
MERITO AI RISULTATI DELLE ANALISI.

Chiediamo la possibilità di effettuare ulteriori ANALISI GRATUITE E
SISTEMATICHE sui prodotti agricoli, dando la possibilità a chiunque ne
faccia richiesta di accedervi, siano aziende agricole o singoli
cittadini con un orto sotto casa o sul balcone.

Il tutto nel più breve tempo possibile, anche per poter permettere a
queste persone di reagire e capire come comportarsi con le loro
autoproduzioni.
MercatoBrado